PowerBuilder 12: il diavolo veste WPF
Il titolo susciterà la commiserazione della gente seriosa, ma la discutibile boutade s’ispira a un noto bestseller abbozzando un’analogia che pone Microsoft WPF (Windows Presentation Foundation) al posto di “Prada”. E il diavolo? Ci è venuto in mente dinanzi al fiammeggiante logo di PowerBuilder 12, prodotto di punta di Sybase che nell’ultima versione sposa il sistema di finestre avanzato e multimediale della casa di Redmond.
L’annuncio appare significativo, sul piano commerciale, perché testimonia il favore suscitato presso un importante vendor dalla creatura Microsoft, pur sempre basata su sistemi proprietari, non standard, a partire dallo speciale linguaggio di markup XAML.
A una conferenza dedicata ai suoi clienti Sybase ha esordito con la constatazione che Microsoft pur continuando a supportare Win 32 e .NET 2.0 ha tracciato un chiaro percorso strategico nella direzione di WPF come sistema primario di presentation, con SilverLight sullo sfondo (anch’esso parte della roadmap di Sybase nei prossimi anni).
Come è noto tale tecnologia (già quasi matura col framework 3.5 ma potenziata con Visual Studio 2010) adotta, per il rendering, non GDI+ come nelle tradizionali Windows Form bensì Direct 3D 9 (DirectX 9) e con un’unica API gestisce grafica vettoriale anche 3D, filmati, sonoro e documenti arricchiti di ogni effetto multimediale e artistico. In particolare, mentre le immagini bitmap composte di pixel “si sgranano” se le si ingrandisce, quelle vettoriali, basate su numeri, mantengono il loro aspetto indipendentemente dalla risoluzione.
La debita enfasi viene posta da Sybase sul nuovo linguaggio di markup XAML la cui sintassi mutuala dall’XML descrive in modalità dichiarativa i caratteri di una finestra WPF e dei suoi componenti: griglie, “canvas”, immagini e controlli, separando la veste GUI dalla logica imperativa, affidata al codice. Comunque i due ambienti sono distinti ma non separati, da cui, limite solo la fantasia, possono scaturire eclatanti effetti anche in fase esecutiva.
In sostanza, PowerBuilder 12 tra l’altro “incapsula” in una shell isolata l’IDE di Visual Studio 2010 che, nel caso di applicazioni WPF presenta le sue due anime in altrettanti riquadri correlati, il primo che esibisce l’aspetto visivo mentre il secondo è l’editor XAML, i cui tag descrivono i parametri (natura, dimensioni, collocazione ecc.) dei vari componenti, come immagini e controlli.
Comunque agli utenti di PowerBuilder (molti dei quali hanno poca familiarità coi linguaggi .NET e adottano PowerBuilder proprio per il suo semplice sistema di script) fornisce adeguati strumenti che non richiedono la conoscenza di XAML (salvo nei casi più avanzati, a nostro avviso). Il discorso al riguardo sarebbe lungo, diciamo solo che si parla di un Windows Painter e di un User Object Painter che dovrebbero consentire di modificare l’XAML senza “metterci le mani”, in particolare per gli oggetti DataWindow (finestre per dati nel gergo PowerBuilder).
Sybase fornisce esempi emblematici delle possibilità offerte dall’accoppiata PowerBuilder 12 + WPF, cui corrispondono utili template. La dinamicità di WPF è messa in luce in un esempio ove un pulsante viene ingrandito e sovrapposto ad altri al momento giusto. Assai grazioso anche un insieme di quattro combo box le cui voci sono miniature di carte da gioco dei vari semi, scegliendo una delle quali la si colloca in cima alla finestra al posto della carta precedente.
Alla conferenza ha avuto la debita enfasi la struttura a catasta (stack) delle varie parti XAML, con particolare riguardo alla griglia e al canovaccio (canvas) sui quali si possono collocare figure, controlli ecc.. Gli esempi Sybase si esprimono in termini di (cosiddette) DataWindow skin, pellicole probabilmente sottostanti ma da considerare come vestiti da far indossare a una finestra WPF, in particolare a una DataWindow, classica maschera per tabelle database. Si tratta di una serie di abiti del genere, dei più svariati stili, dal metallico al pop, indossabili a piacere quasi sicuramente anche a run time.
Infine Sybase vanta di essere l’unico vendor a fornire mezzi per la migrazione di applicativi PowerBuilder da Win 32 a WPF, che appaiono sicuramente interessanti, anche se la società ha l’onestà di far presente che non si tratta sempre di traduzioni meccaniche, specie nei casi in cui si vogliono adottare nuove funzionalità che non hanno riscontro nel vecchio mondo.
Il 15 e 16 giugno la divisione didattica di Sybase Italia terrà a Milano due intense giornate su PowerBuidelr 12 e WPF/WCF (www.sybase.it/support/education).
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